Monumenti - la BREDA
 

Edifici e monumenti

La Chiesa Parrocchiale

 

STORIA DELLA CHIESA PARROCCHIALE
SAN GIORGIO MARTIRE
DI BREDA CISONI
 
La prima chiesa di Breda Cisoni ci viene descritta nella I^ visita pastorale del Vescovo di Cremona Brivio, compiuta il 18 Settembre 1612:“ la chiesa è di una sola navata e non è terminata, c’è una statua della Madonna,vi è una sola campana senza campanile, di fronte alla chiesa c’è il cimitero”.
In una successiva visita pastorale il Vescovo Isimbardi l’8 Giugno 1672 ci descrive una chiesa “con presbiterio a volta, dipinto e basso (caratteristica dello stile romanico), l’altare maggiore è di pietra, ci sono altri quattro altari. Esistono quadri in tela (di uno esiste ancora un frammento e rappresenta l’adorazione del SS. sacramento, i SS. Pietro e Paolo, S. Rocco e S. Sebastiano). La volta non è in muratura. In mezzo al muro di fondo c’è dipinto S. Giorgio che uccide il drago. La torre campanaria è quadrata ed è sul lato destro a settentrione, con due sole campane. In chiesa ci sono quattro sepolcri. Il cimitero circonda la chiesa. La casa parrocchiale confina col muro del cimitero”.
Il 13 maggio 1686 nella visita del Vescovo Settala la chiesa ci viene così descritta: “la chiesa da occidente guarda a oriente, può contenere cinquecento persone in piedi. Non sufficientemente illuminata, presbiterio sopraelevato, con balaustra, troppo stretto e modesto. Sul lato destro la porta per la torre. Coro quadrato senza scanni in legno”.
Il quadro raffigurante i Quattro Santi Incoronati durante l’alluvione del 1705 mostra molto probabilmente quella che era la prima chiesa di Breda.
La prima chiesa così come risulta dalle visite pastorali del XVII° secolo è molto semplice e povera così come la gente che la frequentava.
A metà del XVIII° secolo la nuova condizione socio-economica, il rifiorire della vita cristiana ed il rinnovarsi della cultura artistica, suscitarono nei bredesi la voglia di esprimere la loro religiosità con la costruzione di una nuova chiesa dalle caratteristiche completamente diverse dalla precedente: più fastosità, armonia, maestosità e solennità.
Promotore di questa grandiosa impresa fu il parroco don Giacomo Cortellazzi.
Dedicata come la precedente a San Giorgio Martire, la chiesa venne iniziata il 12 Maggio 1747.
Benedetta la prima metà il 28 Marzo 1756 i lavori ripresero il 12 Aprile 1756 per terminare l’opera muraria nel 1764. Nei sei anni successivi verranno completati gli interni.
Progettista è l’architetto Pietro Antonio Maggi di Viadana.
Un altro viadanese Angelo Menotti costruisce l’altare maggiore.
Davide Terzani esegue gli stucchi di cui la chiesa viene completamente decorata (gli stucchi della volta vennero rimossi nel 1820 su decisione dell’allora parroco Cavalli Lanfredi dopo che alcuni pezzi caddero e ferirono un presente durante il Venerdi Santo).
Stefano Salterio modella le statue.
Antonio Chiozzi restaura il quadro di San Giorgio e dipinge i medaglioni dei quattro Evangelisti nella volta e due pale negli altari minori.
Giovanni Morini dipinge un’altra pala.
Nel 1761 vengono fuse quattro campane dalla ditta Giuseppe Roffia di Reggio Emilia.
L’organo, opera di Giovanni Cavalletti, ferrarese residente a Parma, viene installato il 20 aprile 1769 per essere successivamente restaurato ed ampliato in parte nel 1828 dai nipoti Stefano e Giovanni residenti in Sabbioneta.
Nel XIX° secolo l’aumento della popolazione e nuovi stili architettonici crearono l’esigenza di modificare la chiesa e nel 1829 l’incarico fu dato all’architetto Carlo Visioli di Cremona che progetta di allungare la chiesa di 5,25 metri, di allargare le due cappelle centrali e di fare una seconda torre campanaria. Il progetto per cause economiche non venne realizzato.
Il pavimento in marmo di Verona fu posato in due riprese: nel 1838 (rovinatosi con l’alluvione dell’anno successivo) e nel 1852.
Nel 1863 venne aggiunta la cupola della torre campanaria su disegno dell’arciprete di Viadana Antonio Parazzi e vennero fuse, l’anno seguente, cinque nuove campane presso la ditta Crespi di Crema.
Il primo restauro dell’interno della chiesa venne realizzato nel 1883 ad opera di Pietro Sinelli di Viadana e fu ridipinta, da Egidio Caminada, tutta la volta ad eccezione dei cinque medaglioni centrali.
La facciata esterna subì il primo restauro nel 1898.
Il 20 Novembre 1884 avviene la consacrazione del Vescovo di Cremona Geremia Bonomelli.
 
Recenti interventi di restauro:
 
1977: consolidamento del tetto; elettrificazione del movimento delle campane e dell’orologio
1978: restauro della facciata
1984. restauro della volta (esclusi i medaglioni centrali) ad opera dell’artista bredese Silvio Lanfredini
1995. restauro dell’organo dalla ditta “Inzoli-F.lli Bonizzi” di Ombriano di Crema
2004. restauro delle campane e montaggio su apposito castello
2004: restauro del pavimento ed esecuzione dell’impianto di riscaldamento a pavimento
2006: nuovo altare ed ambone
2009-10: rifacimento del tetto, intonacatura e tinteggiatura degli esterni
 
 
 
DESCRIZIONE DELLA CHIESA
 
 
La parrocchiale di Breda Cisoni è a pianta longitudinale, a navata unica coperta a botte, con unghie e cinque cappelle passanti per lato.
La parte centrale si caratterizza per l’accentuazione delle due cappelle mediane che sono larghe quasi come la navata e la profondità dell’insieme allontana il muro perimetrale fornendo ampiezza a tutto l’insieme.
Questa caratteristica di area unica fiancheggiata da cappelle e terminante con presbiterio absidato rispecchia le regole controriformiste in voga in quei tempi; ma Maggi per la chiesa di Breda attua delle varianti aprendo lo spazio centrale che sembra essere autonomo e d’invito al profondo presbiterio. Anche le numerose linee parietali accentuano lo spazio centrale della navata fornendo nel contempo verticalità allo spazio.
La pianta mostra come la chiesa sia quadrangolare e ciò si riscontra anche nel sistema delle arcate di copertura e dalla posizione dei pilastri che reggono la volta e la calotta.
L’interno è molto ornato con cornici, ancone, sfondati, dipinture, scagliole colorate, dorature e curvilinee sagome d’altare, statue. L’insieme contribuisce ad ampliare l’interno creando lo spazio che l’esterno non sembra dare.
L’esterno della chiesa richiama la vivacità degli interni; le masse dei muri evidenziano la dislocazione dello spazio interno.
La facciata è a doppio ordine di lesine, su alto zoccolo frammentato in plinti a volte girati e termina con la cimosa a vela con volute che raccordano la sottostante cornice .
Ai lati il cornicione centrale termina con due pinnacoli a piramide tipici di varie costruzioni dell’Italia settentrionale.
Il sagrato occupa un ampio spazio ed è in parte in mattoni ed in parte a prato. E’ sopraelevato rispetto al piano stradale (fino agli anni quaranta del ‘900 la parte su via Mazzini era allo stesso livello). Su di esso in posizione laterale vi è il monumento ai caduti delle due guerre mondiali.
 
Vari aspetti dell’arte di Maggi hanno fondamento nelle idee bibienesche (quelle di Ferdinando Bibiena) che erano predominanti nella cultura architettonica di quegli anni. Si veda come la rigidità della planimetria della chiesa di Breda venga ammorbidita da richiami al Bibiena così come lo schema della copertura (attualmente dipinto ma originariamente in stucco) è simile e riscontrabile nel teatro di Nancy e nell’ornato delle cupole interne traforate delle chiese di Parma e Villa Pasquali.
 
 
Fabrizio Castoldi
 
(C) 2007 

Bibliografia:

"Notiziario informativo" della parrocchia di Breda Cisoni del Novembre 1984

"Pietro Antonio Maggi, architetto del tardo barocco lombardo emiliano"
di Noris Zuccoli - Alinea editrice - Firenze, 2001
 

L'oratorio della Beata Vergine del Lago

Il santuario si trova in locaità Lago I°, a circa 1,5 Km dal centro di Breda, ed è dedicato alla Madonna. La leggenda vuole che Maria sia apparsa su di un albero e che questo sia ancora interposto tra il muro della casa retrostante e l'altare. In antico non esisteva che una cappelleta dedicata all' Immacolata concezione di Maria Vergine. Per i molti miracoli avvenuti in questo luogo la famiglia Genovesi nel 1640 fece erigere l'attuale oratorio. L'interno è molto semplice. Particolare è il soffitto a cassettoni.
La Madonna è raffigurata in un antico affresco posto sopra l'altare nell'atto di allattare Gesù bambino.
Una rappresentazione simile della Madonna che allatta è presente nel quadro di una alluvione  assieme ai quattro Santi Incoronati.
Molti sono gli ex voto di vario genere e fattura presenti all'interno.
In passato sembra che la rappresentazione della Madonna abbia pianto. Ne testimonia ancora l'alone attorno al suo occhio destro.
 

Scole elementari e materna

Edificio scolastico inaugurato il 1°Ottobre 1933.

La Cooperativa "La Nazionale"

La chiavica

La chiavica che si trova posta al centro del paese e che regola le acque del canale Naviglio. E' di antica costruzione ed e' gia' rappresentata sulle mappe del catasto Teresiano (1774).

Cippo caduti

Cippo in località Fornace che ricorda i giovani caduti in questo luogo durante un attacco alle truppe tedesche in ritirata.

Monumento ai caduti delle due guerre mondiali

-Particolare-

Edicola

Una delle varie edicole in onore alla Beata Vergine Maria. Nella foto la santella della Madonna delle acque (metà degli anni '60) meglio conosciuta come Madonnina della civetta in quanto posta sulla strada detta della civetta e per la raffigurazione del rapace nel bassorilievo (1970) opera di Silvio Lanfredini