Storia - la BREDA
 

Territorio, origini e storia

 

“ Breda è una creatura dell’ acqua. Questo paese affonda le sue remote origini nell’ adunarsi di gruppi anonimi di  poveri contadini, che, faticando, cercavano modesto sostentamento nel lavoro dei terreni emergenti dalle paludi e dagli acquitrini malarici, formati dal disordinato zigzagare del Po e dell’ Oglio”.

Il territorio circostante si caratterizza per la sua decrescente altitudine che dal cremonese diminuisce fino alle nostre zone, quindi in senso ovest verso est, permettendo lo scolo delle acque nei canali verso San Matteo delle chiaviche dove sfociano nel fiume Oglio in prossimità della sua foce in Po. La zona è ricca di canali piccoli e grandi ed il flusso delle acque è regolato da numerose chiaviche che preservano la campagna dalle inondazioni che in tempi passati hanno flagellato queste zone formando acquitrini e paludi.

A Breda Cisoni si nota una bassura con andamento a meandri, di circa tre-quattro metri di profondità, che divide in due il paese, ben identificabile fin dalla zona di Santa Sofia con termine in località Lago I°, delimitata oggi da via XXV Aprile (ex S.S. 420) e dalla parallela via IV Novembre (un tempo denominati argine vecchio ed argine grosso). Questa depressione è un palealvolo del Po che in tempi preistorici aveva un suo ramo che scorrendo in questa zona passava per Sabbioneta e giungeva fino a Commessaggio. Il canale Naviglio che attraversa oggi Breda scorre in parte in questa bassura.

Altri due importanti canali delimitano le campagne bredesi: a nord-est il Navarolo ed a sud sud-est il Cazumenta.

Le caratteristiche di zona paludosa ed acquitrinosa la ritroviamo ancora oggi nella toponomastica di alcune zone di Breda: acquazze, lago, ronchi, valle, basse e dallo stesso nome di Breda Cisoni.

Il nome Cisone trae origine dalla configurazione del suolo depresso ed alle sue chiuse o “ciuson” regolanti il deflusso delle acque. Breda  è un nome assai frequente nella toponomastica lombarda ed ha il significato di campo coltivato con annessa casa colonica. In longobardo “braido” significa pianura a nord o terreno ricavato tra gli alberi.

Le testimonianze che esistono dei tempi storici non sono molto numerose: monete, mattoni, avanzi di edifici ci rimangono a documentare che già al tempo dei romani la zona bredese era abitata.  Anche del periodo preistorico sono state ritrovate tracce in paese e nella campagna circostante.

Successivamente alle vicende romane il territorio di Sabbioneta e quello di Breda vide frequenti scorribande di eserciti barbarici, soprattutto dei Longobardi (seconda metà del VI sec. d,C.) che amministrarono queste zone con la forma del gastaldato.

Altra testimonianza della zona acquitrinosa e soggetta alle inondazioni del Po e dell’ Oglio è la presenza dell’ argine circondariale che ha origini medioevali (XII° sec) ma è anche il frutto dell’ impegno e delle attenzioni che Vespasiano Gonzaga ebbe per i suoi sudditi per ripararli dalle acque.

L’ argine non delineava i confini del territorio del ducato di Sabbioneta ma preservava i territori fertili e abitati da quelli incolti e disabitati. Questa caratteristica è evidente a Breda Cisoni dove l’ argine divide in due il paese e la chiesa parrocchiale è costruita sul punto più alto di esso. A supporto di questa ipotesi è la doppia linea di abitazioni, certamente le più antiche, sorte a ridosso dell’ argine che difendeva dalle acque del  Po e dell’Oglio quasi tutto il territorio, e dicesi quasi tutto perchè Breda ne era esclusa  per metà (la Breda d’ ad-là).

Breda Cisoni appartiene al territorio sabbionetano e la sua storia, fin dai tempi più remoti, ha seguito le sorti del capoluogo.

Il primo evento storico che dà una struttura all’ antica ed umile comunità bredese lo si ha per decreto del vescovo di Cremona Venturino de’ Marni che il 3 Dicembre 1451 decretava una autonomia parrocchiale da Sabbioneta . Tre anni più tardi, il 22 Agosto 1454, nasceva definitivamente la parrocchia di Breda Cisoni. Il santo patrono è San Giorgio Martire la cui devozione era molto praticata presso i Longobardi (era il protettore dei guerrieri).

Alla prima visita pastorale al vicariato di Sabbioneta del vescovo di Cremona Speciano, nel 1601, il paese contava 600 abitanti di cui 440 da comunione.

Nel 1640, venne eretta dalla famiglia Genovesi, l’ oratorio della Beata Vergine del Lago.

Le alluvioni che colpirono il territorio casalasco e viadanese furono frequenti e disastrose ( le più recenti ed imponenti avvennero nel: 1595, 1647, 1705, 1839, 1868) e quella del 4 Novembre 1705 fece crollare a Breda molte case causando la morte di numerose persone. E' probabilmente in questa occasione che l' intercessione dei Quattro Santi Incoronati (ricorrenza l’ 8 Novembre) permise il ritiro delle acque  favorendo così nei giorni seguenti la sepoltura dei morti ed il pellegrinaggio al cimitero. Ancora oggi i bredesi ricordano quei giorni con la visita al cimitero l’ 8 di Novembre. La via Settecamini prende il nome dal fatto che l'alluvione fu così imponente che il livello delle acque raggiungeva i piani superiori delle case tanto che (come ci tramanda la tradizione) in quella zona del paese si vedevano solo sette camini.  Di una alluvione, quella dell’ 11 Ottobre 1868, esiste una indicazione del livello raggiunto su un edificio di via XXV Aprile.

Fra le località del territorio bredese sono da ricordare con rilevanza la corte Campetti e la corte Sabbioncelli in quanto erano nei secoli XVI° e XVII° di esclusiva proprietà del duca Vespasiano Gonzaga Colonna e dei suoi eredi.

Nel secolo XVIII° con il passaggio delle nostre terre sotto il dominio austriaco e specialmente con l’ Imperatrice Teresa d’ Austria e Giuseppe II la vita dei poveri contadini cominciò ad andare meglio tanto che le condizioni economiche e sociali permisero la costruzione di una nuova chiesa in stile tardo barocco (dal 1747 al 1770) su disegno dell’ architetto viadanese Pietro Antonio Maggi .

Alla visita pastorale del vescovo di Cremona Omobono Offredi al vicariato di Sabbioneta (Maggio1810) la parrocchia di Breda Cisoni contava 1230 anime. Nei decenni successivi si registrano la creazione del servizio postale (25 Settembre 1876), la nascita della Cooperativa di consumo (presente già nel 1890). Fiorente in questi anni è l’ attività dei “sugher” che con la canapa costruivano corde e funi (ancora oggi la zona nord-est del paese lungo la via XXV aprile è detta “ i sugher” in quanto fu sede di questa produzione).

Il 25 Novembre 1886 viene inaugurata la linea tramviaria Mantova - Viadana che verrà utilizzata fino al 1934 e smantellata definitivamente nel 1935 per essere sostituita dagli autobus. Della tramvia a Breda resta la stazione ( attuale ambulatorio medico ed abitazione) ed un piccolo ponte al termine di via Settecamini

Nel XX° secolo si registrano l’ inizio attività della fornace Savi (1907) (smantellata negli anni ‘80), diffusione dell’ illuminazione elettrica pubblica e privata (1911), la bonifica del Navarolo (anni ‘20), l' inaugurazione delle scuole elementari (28 Ottobre 1933), la fondazione del Circolo ACLI (19 Ottobre 1952).

Durante la seconda guerra mondiale il 24 Aprile 1945 avvenne un grave fatto di guerra, sulla strada tra Breda e Commessaggio in località Fornace,  dove persero la vita sette giovani durante un attacco alle truppe tedesche in ritirata. Il 18 Novembre 1984 Mons. Enrico Assi  inaugurò il nuovo oratorio parrocchiale; iniziato da don Paolo Antonini e benedetto da Mons. Danio Bolognini il 10 Maggio 1953. Una lapide nel cortile dell'oratorio ricorda le sorelle Bignami, suore che per decenni educarono la gioventù bredese.

Evento di portata nazionale nel Giugno 2002 sono stati i campionati italiani di bocce di cui un girone è stato giocato sui campi della Breda Bocce, società sportiva fondata il 4 Ottobre 1976.

 

Figli illustri della terra Bredese :

Contesini Giuseppe: Breda Cisoni 2 Maggio 1888 - Bozzolo 13 Aprile 1958, ciclista, partecipò al Tour de France negli anni 1913 e 1914 ed al Giro d’ Italia dal 1910 al 1914.

Wolmer Beltrami: Breda Cisoni 23 Maggio 1922 - Cerveteri 28 Ottobre 1999, musicista, vinse l’ Oscar mondiale della fisarmonica nel 1960.

Cominotti Giuseppe: classe 1964, musicista  , nel 2003 scrive e suona la musica per la canzone “per dire di no” , cantata da Alexia, vincendo il Festival di Sanremo.

    

riassunto tratto da:
© 2005 -"Breda Cisoni: appunti di storia"   Autore: Fabrizio Castoldi